Band

My Chemical romance sono: Gerard Way, voce. Ray Toro & Frank Iero alle chitarre. Mikey Way al basso.



I My Chemical Romance prendono il nome da un libro dell’autore scozzese Irvine Welsh, “Exctasy: three tales of chemical romance”.
La band nasce nel 2001, dopo i fatti dell’11 settembre al World Trade Center. L’idea parte dal cantante Gerard Way, che riallaccia i contatti con dei suoi vecchi amici del liceo: Ray Toro (chitarra) e Matt Pelissier (batterista). Nel frattempo il fratello minore di Gerard, Mikey, studia basso da autodidatta e si unisce alla band.
Nel 2002 i quattro sono pronti per registrare il loro primo album, prodotto da Geoff Rickley (voce dei Thursday): “I brought you my bullets you brought me your love”, sotto Eyeball Records (etichetta di Thursday, New London Fire e The Number 12 Looks Like You). Dopo aver finito di incidere le 11 tracce in undici giorni, si rendono conto che il loro sound manca di qualcosa, così subentra nella band l’ultimo dei membri ormai storici, Frank Iero alla chitarra ritmica, che scrive e incide il suo contributo al disco in soli 5 giorni.
“Bullets” è un album dal sound crudo, privo di quelle modifiche e di quegli “angoli smussati”, che sottolinea appunto l’inesperienza della band. Un concept album (tipologia di lavoro che accompagnerà i Mychem anche negli anni a venire), che in linea di massima gira intorno al fil rouge che lega amore e morte e le fantasie che questa accoppiata concerne. Ne risulta un buon disco (proprio la sua spontaneità è il suo punto di forza), che li rende discretamente famosi nella scena underground. I cinque cominciano a “fare la gavetta”, suonando in piccoli club e centri commerciali della zona Newyorkese – East Coast, creandosi il loro seguito di fan nella scena indipendente.Nel 2004 firmano un contratto con una major, la (Warner) Reprise Records, che vanta pezzi davvero grossi come Metallica, R.E.M. e Smashing Pumpkins, e sotto di questa incidono l’album che li porterà al successo nel mainstream: “Three Cheers For Sweet Revenge”. La band comincia ad affinare il sound, anche grazie al produttore semi-dio Howard Benson. Quest’album viene profondamente influenzato dall’hardcore/punk di Misfits e Black Flag, pur conservando la teatralità del metal (che sarà sempre contributo di Toro, grande fan degli Iron Maiden). Anche questo è un concept album, una rivisitazione (molto rivisitata, si potrebbe dire) del mito di Orfeo ed Euridice: un uomo stringe un patto con il diavolo, per riavere la sua amata in cambio dei corpi di mille uomini malvagi, ma alla fine anche lui muore.
Essendo sotto un’etichetta di tale peso, la band rivisita anche la propria immagine, e nasce il “black n red” look, che ora risulta banale, ma ai tempi era abbastanza originale ed innovativo. E’ il grande salto per i Mychem, l’album schizza in cima alle classifiche, i video dei singoli (tutti diretti dal maestro dei videoclip Marc Webb) sono in heavy rotation su MTV e tutti i canali musicali.
Nella fase antecedente al tour ci sono degli screzi con il batterista Pelissier, che si dimostra negligente e non motivato. Al suo posto subentra Bob Bryar, conoscente della band in quanto tecnico del suono dei The Used. Nei due anni successivi girano il mondo riscuotendo un enorme successo, toccando una volta l’Italia (a Milano, nel Rock in Idro il 03/09/2005). Verso la fine del tour pubblicano il loro primo dvd, che contiene un video-diary e dei live, intitolato “Life On The Murder Scene”. Passano altri due anni e i Mychem ci lasciano degli “indizi” sul web riguardo al loro nuovo album, che coinvolgeranno tutti i fan in appassionate teorie sul concept che avrà. Il cluedo si conclude ad ottobre 2006, con l’uscita di “The Black Parade”.
Questa volta il concept è molto forte: la band si presenta come il proprio alter-ego (The Black Parade, appunto) con tanto di divise e sono presenti dei veri e propri personaggi, come le gemelle Fear&Regret e The Patient, il protagonista della storia, che ci racconta la vita dal punto di vista di chi ormai non ce l’ha più (il disco infatti apre con “The End”, la sua morte) e ci lascia un messaggio di speranza con il pezzo conclusivo, Famous Last Words. L’album è un successo planetario con più di 3 milioni di copie vendute. Il sound questa volta ha influenze più classiche, come Queen, Pink Floyd e perfino i Beatles, prendendone la teatralità e la pomposità, mettendo da parte le sonorità grezze del punk per fare più spazio alla ricercatezza del metal.
Il tour che ne segue arriva una prima volta l’Italia il 21 Novembre 2006, una data che ormai si può definire storica nell’ambiente, dove il MICR si fa valere e guadagna la stima della band con la mitica Italian Black Parade. Il Black Parade tour è stato soprannominato dai fan il “tour maledetto”, per via delle sfortune che ricadono sulla band: gravi infortuni (soprattutto per Bob), polemiche dai parte dei media sul concept (vedi il caso di Hannah Bond) ma soprattutto imprevisti nei live. Ne è la prova tangibile quella che avrebbe dovuto essere la seconda data in Italia, quella dell’Heineken Jammin Festival 2007, che è stato distrutto da una tromba d’aria proprio durante il loro soundcheck.
I MyChem si rifanno, e recuperano le date perse, compresa quella. Il 03/11/2007 tornano a Milano, questa volta al Palasharp, facendo sold-out.
Successivamente entra nella formazione della band il tastierista James Dewees (ex The Get Up Kids e Reggie And The Full Effect).Il periodo della Black Parade si chiude nell’unico modo possibile: facendola morire. I MyChem suonano per un’ultima volta nei loro panni a Mexico City, e includono la performance nel dvd “The Black Parade is Dead!”. Agli inizi del 2009 la band comincia a lavorare al nuovo album, la cui uscita è prevista intorno al 2010.
A marzo i MyChem invadono i cinema di tutto il mondo: infatti, viene assegnato loro il compito di realizzare la theme song del kolossal Watchmen, tratto dall’omonima graphic novel di Alan Moore; si tratta di “Desolation Row”, cover di un famoso brano di Bob Dylan.Nel gennaio 2010, il batterista Bob Bryar,  lascia definitivamente i My Chemical Romance e il 22 Novembre dello stesso anno, viene pubblicato il quarto studio album: “Danger Days: the true lives of the fabulous Killjoys“.
Quest ultimo è ambientato in un futuro post-nucleare (California 2019), dove la band indossa le vesti dei Killjoys per combattere il male a colpi di pistole laser, dal sound molto diverso da tutti i lavori precedenti, porta i nostri in giro per il mondo, Italia inclusa, fino all’inaspettato split del marzo 2013, lasciando milioni di fans in tutto il mondo sgomenti. Durante gli anni di silenzio, i vari membri si sono tenuti impegnati con più svariati progetti personali, chi non ha mai lasciato la scena rock come Frank, chi ha intrapreso la carriera solita, come Gerard, salvo poi gettarsi nella sua vecchia passione dei comics. Tutto, insomma, sembrava finito per sempre.
Il 31 ottobre 2019 sancisce, invece, il clamoroso ritorno dei My Chemical Romance con world tour andato sold-out in una manciata di minuti dalla messa in vendita dei biglietti, che li porterà anche nel nostro paese, in occasione del Bologna Sonic Park, infatti, si esibiranno in uno show da headliner il 4 luglio all’Arena Joe Strummer.